Ruota di Itten: come funziona il cerchio cromatico e come usarlo per abbinare i colori

ruota di itten

Hai presente quando metti insieme due colori che singolarmente ti piacciono un sacco, ma una volta accostati sulla parete o addosso fanno a pugni? La ruota di Itten serve esattamente a evitare questo disastro. Si tratta di uno schema grafico a forma di disco che organizza 12 tinte in cerchio per mostrarti, a colpo d’occhio, quali tonalità dialogano bene tra loro e quali invece rischiano di stancare subito la vista.

Chi lavora con l’arredamento di interni, con la moda o con la grafica non si affida all’ispirazione del momento. Dietro una stanza che sembra accogliente o un logo che cattura lo sguardo c’è quasi sempre una regola cromatica precisa. Il cerchio ideato da Johannes Itten da una mappa pratica per scegliere i cuscini del divano, la tinta per la camera da letto o l’abbinamento del vestito per un evento, senza dover tirare a indovinare e senza riempirti la testa di formule complicate.

Chi era Johannes Itten e perché ha inventato questo cerchio?

Johannes Itten insegnava nella celebre scuola del Bauhaus in Germania durante gli anni Venti. Il suo obiettivo con gli studenti era quello che capissero il colore attraverso la vista e l’esperienza reale, invece di trattarlo come una noiosa formula chimica o fisica.

Itten si era accorto di una cosa che sperimentiamo tutti ogni giorno e cioè che un colore non ha mai una forza fissa, ma cambia completamente faccia a seconda di cosa gli metti vicino. Un giallo tenue sembra quasi brillante se lo appoggi su un fondo blu notte, mentre si spegne subito se lo circondi con il bianco. Partendo da queste osservazioni ha disegnato un cerchio cromatico che metteva in ordine le tinte in modo intuitivo, così che chiunque potesse capire le combinazioni giuste senza dover per forza essere un pittore professionista.

Come è costruita la ruota: dai tre colori base fino ai dodici spicchi

Per capire la ruota devi guardarla dal centro verso l’esterno. Proprio nel mezzo c’è un triangolo con i tre colori primari: il giallo in cima, il rosso a destra e il blu a sinistra. Si chiamano primari perché sono puri e non si possono ottenere mescolando altre tinte.

Subito attorno al triangolo spuntano altri tre triangolini che formano una figura a stella. Qui ci sono i secondari, che nascono mescolando a due a due i primari: il rosso e il giallo creano l’arancione, il giallo e il blu danno il verde, mentre il rosso e il blu formano il viola.

Tutta questa geometria finisce dentro un anello esterno diviso in dodici spicchi. In questa corona ritrovi i primari, i secondari e i colori terziari, che sono semplicemente le vie di mezzo come il giallo-verde o il rosso-arancio.

Se ti serve capire bene i passaggi e vedere come orientarti tra i vari spicchi per lavoro o per i tuoi progetti, ti consiglio di dare un’occhiata alla nostra guida completa sulla ruota dei colori e come si usa, dove trovi spiegata tutta la logica dello schema passo dopo passo.

Come puoi usare la ruota per abbinare i colori senza sbagliare

Il bello della ruota è che funziona come una bussola visiva, tracci delle linee immaginarie tra gli spicchi e ottieni combinazioni che funzionano sempre.

Ci sono quattro modi semplici per pescare i colori giusti dal cerchio:

  • Prendi due colori opposti a centottanta gradi, come il blu e l’arancione: è il contrasto complementare, vivace e perfetto se vuoi dare una scossa a un angolo della casa.
  • Scegli due o tre tinte vicine tra loro sulla corona, come il verde, il giallo-verde e il giallo: ottieni un abbinamento analogo, morbido e rilassante per gli occhi.
  • Disegna un triangolo con i lati uguali per unire tre colori distanti tra loro: è la triade, una combinazione allegra che dà ritmo senza diventare caotica.
  • Gioca con la temperatura, mettendo vicina una tinta calda come un rosso ruggine e una fredda come un carta da zucchero per dare profondità alla stanza.

Il vero trucco quando usi questi schemi è non dividere mai lo spazio a metà. Se decidi di usare due complementari come il giallo e il viola, scegline uno che comanda e che occupa la fetta più grossa della stanza o dell’abito, mentre con l’altro colori solo due dettagli piccoli, come un cuscino o un foulard.

Due colori forti usati nella stessa quantità si fanno la guerra e danno subito fastidio a chi entra. Con i colori analoghi invece puoi stare tranquillo,  stando vicini sulla ruota si accompagnano da soli, e vanno benissimo per la camera da letto o per quegli ambienti dove vuoi solo riposare la testa a fine giornata.

Dove puoi applicare la ruota di Itten nella vita di tutti i giorni?

Non serve essere artisti per usare questo cerchio, in realtà ti torna comodo in un sacco di situazioni di tutti i giorni. Quando devi ridipingere il salotto o comprare le tende nuove, la ruota ti fa capire subito se quel divano grigio fumo chiama un cuscino senape o se è meglio virare su una tinta più polverosa.

Anche davanti all’armadio ti toglie un sacco di dubbi la mattina. Chi si occupa di armocromia usa lo stesso principio per capire se ti donano di più i toni caldi dell’arancio o quelli freddi del cobalto in base al colore della pelle e degli occhi.

Persino chi crea siti web o loghi usa le armonie di Itten per decidere che colore dare al pulsante principale, così da farlo saltare all’occhio rispetto allo sfondo senza rendere la pagina pesante da leggere.

Quali sono i difetti della ruota che devi tenere a mente?

La ruota di Itten ti dà una grossa mano, ma non è una formula magica che risolve qualsiasi situazione. Come qualsiasi altra cosa, ha dei limiti evidenti che è meglio sapere subito per non restare delusi quando vedi la pittura asciutta sul muro.

Le cose che la ruota non ti dice sono poche ma pesanti:

  • Mancano del tutto il bianco e il nero: la ruota non comprende le tinte neutre come il grigio, il beige o il tortora, che però sono la base di quasi tutte le nostre case.
  • Non vedi la luminosità: lo schema ti mostra solo colori pieni e accesi, senza farti vedere come cambia una tinta se la schiarisci fino a farla diventare pastello o se la scurisci.
  • La luce della stanza cambia tutto: una parete dipinta di blu a nord risulterà cupa e fredda, mentre la stessa identica tinta a sud sembrerà calda e brillante.
  • Il materiale fa la differenza: il verde smeraldo lucido di una piastrella riflette la luce in modo opposto rispetto a una coperta di lana opaca della stessa tonalità.

La ruota è stata pensata su un foglio di carta con pigmenti puri da laboratorio, ma nella vita reale abbiamo a che fare con la luce del sole, con le finestre, con il legno del parquet e con i tessuti dei mobili.

Se ti basi solo sui dodici spicchi rischi di scegliere tinte troppo cariche e teatrali per un appartamento normale. I colori neutri come il sabbia, il corda e il bianco sporco servono proprio ad ammorbidire le tinte forti della ruota.

Prima di comprare litri di vernice o ordinare un mobile su misura, porta sempre a casa un campione fisico del tessuto o della pittura, appoggialo al muro e guardalo con la luce del mattino e poi con quella della sera: vedrai che il colore cambierà sotto i tuoi occhi.

FAQ – Domande frequenti

I colori primari della ruota di Itten sono gli stessi usati per stampare?
No, la ruota di Itten usa il vecchio modello artistico basato su rosso, giallo e blu. Le stampanti moderne e gli schermi lavorano invece su quattro colori diversi: ciano, magenta, giallo e nero, che consentono di ricreare sfumature molto più fedeli.

La ruota di Itten serve anche per l’armocromia dei vestiti?
Sì, è la base di partenza per capire la temperatura dei colori. Ti aiuta a distinguere i toni caldi da quelli freddi e a capire quali sfumature fanno risaltare il tuo viso e quali ti fanno sembrare stanco.

I colori complementari funzionano sempre bene insieme?
Funzionano se non esageri con le dosi. Se usi due colori opposti nelle stesse quantità l’effetto diventa fastidioso; se invece ne usi uno solo come base e l’altro per pochi dettagli ottieni un contrasto perfetto.

Perché non trovo il bianco, il nero o il grigio nella ruota?
Perché nella teoria di Itten sono considerati non-colori. Servono solo per schiarire o scurire i dodici colori principali, ma non hanno uno spicchio dedicato all’interno del cerchio.
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