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Diversi sono gli attori a vario titolo coinvolti nel processo di elaborazione ed approvazione del Piano di Gestione.
Le autorità proponenti, concidenti con le autorità procedenti, sono le Autorità di bacino di rilievo nazionale territorialmente interessate: nel caso specifico si tratta dell’Autorità di bacino dell’Adige e dell’Autorità di bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta-Bacchiglione (di seguito denominata Alto Adriatico).
L’autorità competente per l’emissione del parere di compatibilità ambientale del Piano di Gestione è il Ministero dell’Ambiente e Tutela e del Territorio e del Mare.
I soggetti competenti in materia ambientale sono le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici che, per le loro specifiche competenze o responsabilità in campo ambientale, possono essere interessate agli impatti sull’ambiente dovuti all’attuazione del Piano di Gestione.
Le Regioni e le Province Autonome (Regione Lombardia, Regione Veneto, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia Autonoma di Trento ) concorrono alla redazione del Piano di Gestione attraverso le specifiche attività conoscitive previste dal D.M. 16 giugno 2008, n. 131 e l'articolato sistema delle informazioni già raccolte e riformate nella fase di elaborazione dei rispettivi piani di tutela.
Il pubblico interessato è dato da una o più persone fisiche o giuridiche, da associazioni, organizzazioni o gruppi che potrebbero subire gli effetti delle procedure decisionali in materia ambientale o che hanno un interesse in tali procedure; vi possono fare parte le organizzazioni non governative che promuovono la protezione dell’ambiente nonché le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
La partecipazione e la consultazione del pubblico interessato avviene secondo le modalità previste dall'art. 14 della Direttiva 2000/60/CE.
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