Titolo sperimentazione

Progetto MesoPAT.

Applicazione dell’indice di habitat su corsi d’acqua della provincia di Trento.

Localizzazione

In verde è indicato il sito di sperimentazione che non ricade nel territorio del Distretto delle Alpi orientali

Soggetti istituzionali coinvolti

Provincia Autonoma di Trento

Soggetto attuatore

Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente

Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell’Università degli Studi di Trento

Attività di rilevamento sul torrente Grigno

 

 Descrizione generale

Inquadramento generale:

L’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente ha stipulato con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell’Università degli Studi di Trento una “Convenzione per lo sviluppo e l’applicazione della Metodologia MesoHABSIM all’interno della provincia di Trento”.

Sulla base di questa Convenzione, è iniziato il Progetto MesoPAT che ha l’obiettivo generale di aumentare il numero di applicazioni del metodo MesoHABSIM in provincia di Trento in modo che i risultati possano essere utilizzati sui tavoli di lavoro delle Autorità di bacino distrettuale del Po e delle Alpi Orientali ai fini della determinazione del regime di Deflusso Ecologico. MesoPAT si divide in due fasi che non necessariamente sono conseguenti dal punto di vista temporale.

Attività di campo

L’attività di campo prevede una parte di completamento dei rilievi dell’habitat già effettuati su alcuni tratti fluviali e il rilievo ex-novo in tratti aggiuntivi di particolare interesse per le finalità del progetto. Lo scopo è quello di costituire una casistica più ampia possibile di modellazione dell’habitat alla meso-scala rappresentativa della maggior parte dei corsi d’acqua trentini.

Elaborazione dei dati

Le misure raccolte in campo saranno poi elaborate attraverso il software della metodologia MesoHABSIM (SimStream) e saranno simulate diversi scenari di regime idrologico implementando anche le condizioni di DMV con valori da PGUAP.

I risultati del progetto saranno raccolti in un elaborato che verrà presentato al pubblico durante un seminario, reso disponibile sul sito di APPA e condiviso con le Autorità di Distretto.

Cronoprogramma delle attività:

Le attività hanno avuto inizio nel 2018 e presumibilmente termineranno alla fine del 2021.

Stato d’avanzamento delle attività

Durante la fase di campo il metodo MesoHABSIM è stato applicato su sei siti (Rabiola, Vela, Fersina, Rabbies e Noce Dimaro e Noce Marilleva). I dati sono stati poi validati ed elaborati tramite GIS ed è stata valutata l’idoneità dei meso-habitat individuati in quattro diverse situazioni di portata. Successivamente è stata derivata la curva habitat/portata per questi siti.

Attualmente sono in corso delle analisi idrologiche per ogni sito al fine di definire un regime naturale di riferimento su cui è possibile poi impostare diversi scenari derivatori per i qualiricavare l’Indice di idoneità di habitat.

Problemi riscontrati

Il progetto ha avuto un rallentamento rispetto al piano di lavoro iniziale per due motivi. La tempesta Vaia ha modificato in maniera sostanziale alcuni dei siti che sono stati monitorati nel 2018 per cui si è dovuto procedere, in alcuni casi, ad una nuova applicazione. Successivamente il periodo di lockdown e le restrizioni, anche lavorative, dovute alla pandemia hanno impedito la conclusione dell’attività di campo.

Riferimento per eventuali approfondimenti

Paolo Negri

Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente

Settore tecnico per la tutela dell'ambiente, U.O. Tutela dell’Acqua

Via Mantova, 16 - 38122 Trento

E. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

T.  +39 0461 497716

M. +39 334 6001271


Attività di rilevamento sul torrente Vela

Titolo sperimentazione

Valutazione e modellazione dell’habitat a meso-scala in corsi d’acqua perenni e temporanei situati nelle aree di pianura e risorgiva del distretto idrografico delle alpi orientali

Localizzazione

Corsi d’acqua di pianura, di risorgiva e temporanei della Regione Friuli-Venezia Giulia e in parte della Regione Veneto.

Soggetti istituzionali coinvolti

Distretto Alpi Orientali, Regione Friuli-Venezia Giuliae Regione Veneto

Esempo di fiume di risorgiva interessato da sperimentazione per affinamento della metodologia MesoHABSIM

 

Soggetto attuatore

Politecnico di Torino - Dip. di Ingegneria dell'Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI)

ATTIVITÀ: Modellazione dell’habitat in ambito fluviale (metodologia MesoHABSIM)

Prof. Paolo Vezza Responsabile scientifico del Progetto

Università degli Studi di Trieste - Dip. Di Scienze della Vita (DSV)

ATTIVITÀ: Studio della fauna ittica degli ecosistemi di acqua dolce

Dott.ssa Elisabetta Pizzul

Distretto Alpi Orientali, Regione Friuli-Venezia Giulia, Regione Veneto, ARPA FVG, ETPI FVG e ARPAV

ATTIVITÀ: Tavolo di coordinamento del progetto e attività sperimentale

 

Esempo di fiume di risorgiva interessato da sperimentazione per affinamento della metodologia MesoHABSIM

Descrizione generale

Lo studio è finalizzato alla calibrazione e validazione della metodologia MesoHABSIM nelle aree di pianura e risorgiva all’interno del Distretto Idrografico delle Alpi Orientali, con particolare attenzione ai corsi d’acqua della Regione Friuli-Venezia Giulia.

Questa sperimentazione ha l’obiettivo di descrivere quantitativamente l’habitat utilizzato da 12 specie di fauna ittica autoctona il cui areale di distribuzione comprende i corsi d’acqua naturali di pianura e risorgiva e per le quali non si hanno attualmente informazioni sufficienti a disposizione. Seguendo l’approccio della metodologia MesoHABSIM, verranno costruite le relazioni che legano i parametri idro-morfologici caratteristici dei sistemi fluviali oggetto di studio, con la distribuzione a scala locale delle specie ittiche scelte. Questo permetterà di integrare le conoscenze pregresse acquisite per le altre specie di fauna ittica e di consolidarle all’interno dello strumento modellistico-previsionale MesoHABSIM. Lo strumento così ottenuto, in possesso di ulteriori funzionalità modellistiche specifiche per i corsi d’acqua di pianura e risorgiva, potrà quindi essere utilizzato per una più completa applicazione all’interno dei corsi d’acqua del Distretto.

Il piano sperimentale dello studio sarà costituito da una fase iniziale di raccolta e analisi di dati in 9 siti di studio, seguita dalla validazione dei modelli statistici di distribuzione delle 12 specie di fauna ittica selezionate. I modelli così costruiti verranno implementati e resi disponibili a tutti gli utilizzatori della metodologia MesoHABSIM e al personale degli enti pubblici coinvolti nella gestione ambientale dei corsi d’acqua all’interno del territorio dell’Autorità di Distretto delle Alpi Orientali.

lo studio si concluderà con l’applicazione della metodologia MesoHABSIM e il calcolo dell’indice IH svolti nei siti analizzati (l’indice IH non è stato ancora applicato specificatamente in corsi d’acqua di risorgiva e in corsi d’acqua temporanei).

Stato d’avanzamento delle attività

È stato definito il Progetto dello Studio con la specifica delle attività, coinvolgimento degli Enti e con la definizione dell’impegno economico che verrà sostenuto con Fondi di Coesione e Sviluppo (FSC).

La sperimentazione verrà attuata nel 2021.

Problemi riscontrati

Per il momento non si sono riscontrati problemi in quanto le attività di sperimentazione non hanno ancora preso avvio.

Riferimento per eventuali approfondimenti

Ing. FEDERICA LIPPI Regione Autonoma FVG 0403774059

 

Esempo di fiume di risorgiva interessato da sperimentazione per affinamento della metodologia MesoHABSIM

 

Titolo sperimentazione:

Sperimentazione per la definizione del Deflusso Ecologico nel reticoloidrografico interessato da derivazioni idroelettriche Enel Green Powered Enel Produzione

Localizzazione:

Le attività di sperimentazione condotte da Enel Green Power S.p.A. ed Enel Produzione riguardano alcune opere di presa idroelettriche del territorio distrettuale, caratterizzate da diverse taglie del bacino sotteso.

1) fiume Brenta allo sbarramento di Mignano (località Campolongo - VI)

2) fiume Piave nel tratto a valle del lago di Pieve di Cadore (località Perarolo - BL)

3) fiume Piave alla traversa di Soverzene (località Soverzene - BL)

4) fiume Piave allo sbarramento di Busche (località Busche - BL)

5) torrenteCordevole alla traversa di “La Stanga” (località La Stanga - BL)

6) fiume Adige allo sbarramento di Zevio (località Zevio - VR)

7) Rio Pettorina (località Malga Ciapela - BL)

8) torrenteBordina (località Agordo - BL)

9) torrente Sarzana (località Agordo -BL)

10) torrenteBiois (località Canale d’Agordo)

11) torrente Posina (località Posina - VI)

12) torrente Posina (localitàStancari - VI)

 

Fiume Adige a Zevio (gennaio 2020)

Soggetti istituzionali coinvolti

Regione del VENETO

Fiume Piave a Busche (agosto 2020)

Soggetto attuatore

Enel Green Power Italia S.r.l. ed Enel Produzione S.p.A.

Descrizione generale

Inquadramento generale:

Le opere di derivazione di Enel Green Power ItaliaS.r.l.e di Enel Produzione S.P.A. sono numerose e dislocate nella maggior parte del sistema idrografico del Distretto Idrografico delle Alpi Orientali; alimentano varie centrali ad acqua fluente, ma soprattutto partecipano ad un complesso sistema di utilizzo delle acque, strettamente interconnesso, a servizio di importanti centrali idroelettriche con serbatoi a regolazione stagionale ed annuale.

Gli invasi hanno quindi, nella maggior parte dei casi, delle funzioni tutt’altro che secondarie; infatti, oltre alla produzione di energia elettrica fungono da bacini di laminazione in caso di piena e garantiscono importanti riserve idriche per l’irrigazione della pianura veneta. Oltre a ciò localmente si sono sviluppati dei significativi interessi di fruizione ricreativo-turistico-paesaggistica con le relative aspettative, da parte delle Amministrazioni rivierasche, di mantenimento di determinati livelli idrici soprattutto in alcuni mesi dell’anno (ad es. laghi di S. Caterina di Auronzo, Pieve di Cadore, Santa Croce e Corlo).

Obiettivi:

Come sopra descritto, questa sperimentazione interessa un sistema idrografico complesso, soggetto ad una variegata tipologia di “pressioni ambientali” il cui insieme determina lo stato ecologico dei corpi idrici.

Lo scopo principale della sperimentazione è quello di verificare che, a valle delle derivazioni di ENEL, i regimi dei rilasci siano conformi al raggiungimento degli obiettivi di stato ecologico previsti per i relativi corpi idrici.

Inoltre, mediante l’utilizzo di numerosi indicatori ambientali e l’analisi delle pressioni esistenti, si cercherà di individuare i fattori che potrebbero non consentire il raggiungimento dei sopra citati obiettivi, separando dove possibile il fattore “derivazione d’acqua” da tutti gli altri fattori di pressione.

Quadro generale dei monitoraggi previsti:

Il quadro sperimentale adottato da ENEL prevede la valutazione dei seguenti numerosi indicatori dello stato ecologico dei corpi idrici previsti dalla normativa nazionale (D.L.152/06, D.M. 260/2010), nonché la valutazione di scenari di disponibilità di habitat con metodiche ecoidrauliche:

  • MESOHABSIM (indice morfoidraulico)
  • I.A.R.I. (indice di alterazione idrologica)
  • I.Q.M. (indice di qualità morfologico)
  • LIMeco (indice chimico)
  • STAR-ICMi (indice macrobentonico)
  • ICMi (indice diatomico)
  • I.B.M.R.(indice macrofitico)
  • NISECI (indice ittico)

Cronoprogramma delle attività:

Il cronoprogramma delle attività di monitoraggio è stato costruito attenendosi strettamente alle modalità applicative delle rispettive metodicheed è di seguito riportato:

Data di inizio e di termine prevista:

Le attività di sopralluogo e monitoraggio sono iniziate nel mese di maggio 2020, aseguito pubblicazione Linee Guida ed avvio delle attività del piano di monitoraggio da parte della Regione.

Il termine previsto per la consegna degli esiti è stato preliminarmente fissato al 31 marzo 2021.

 

Torrente Cordevole (luglio 2020)

Stato d’avanzamento delle attività:

Attività svolte, primi risultati:

Ad oggi è stato mantenuto il programma delle attività previste:

  • MESOHABSIM: effettuati numerosi rilievi su vari siti
  • IARI: in fase di elaborazione
  • LIMeco: effettuate le prime due campagne di prelievi
  • STAR-ICMi:effettuate le prime due campagne di campionamento
  • ICMi: effettuate le due campagne di campionamento previste
  • IBMR: effettuate le due campagne di campionamento previste
  • NISECI: effettuati i campionamenti previsti (ad esclusione delle zone del Piave e del Brenta interessate dalla presenza della trota marmorata)
  • IQM (indicatore aggiunto): applicato nei 4 siti richiesti.

 

Torrente Sarzana (settembre 2020)

Problemi riscontrati

I principali problemi riscontrati durante i monitoraggi sono legati all’andamento climatico che si è presentato nel periodo della sperimentazione, interessato da ricorrenti eventi meteorologici di particolare importanza (ad esempio fine agosto e fine ottobre 2020).

Come noto, le comunità biologiche che colonizzano i corpi idrici sono influenzate anche dalle variazioni di portata dei fiumi; in seguito ad eventi molto intensi, spesso con elevate condizioni di trasporto solido, sono necessari dei tempi anche abbastanza lunghi perché le stesse possano recuperare uno stato delle popolazioni adeguato a rappresentare la situazione di qualità dei rispettivi corpi idrici e ciò ha più volte richiesto delle continue modifiche alla programmazione delle attività di campagna.

L’elevata instabilità idraulica ha condizionato anche i rilevamenti di tipo morfo-idraulico (MesoHABSIM), sia per le eccessive portate, sia per la disponibilità dei volumi di portata idonei per i rilevamenti.

Un’altra problematica occorsa, e che influenzerà i risultati relativi all’indicatore ittico, riguarda la tempesta Vaia che nell’autunno del 2018 ha interessato il territorio montano regionale ed il suo reticolo idrografico: i suoi pesanti effetti, infatti, hanno determinato un drastico impoverimento delle comunità ittiche, solo parzialmente recuperate tramite specifici progetti di ripopolamento. Purtroppo, anche queste azioni di immissione, seppur necessarie per accelerare il recupero di dette comunità, di fatto alterano la naturale struttura dei popolamenti ittici dei corsi d’acqua, con i relativi risvolti negativi al momento dell’applicazione dell’indicatore.

T. Biois a valle derivazione ENEL G.P. (giugno 2020)

Riferimento per eventuali approfondimenti:

Contatto mail o telefonico di funzionario/dirigente o di struttura amministrativa che segue la sperimentazione

Per Enel Green Power Italia:

        Stefano Savio Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

        Idrologia: Alberto Bonafè Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

        Responsabile scientifico Dr. Enrico Marconato (Aquaprogramsrl) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Foto di alcuni siti di sperimentazione:

 

Attività di rilevamento morfo-idraulica sul T. Posina (novembre 2020)

 

 Titolo sperimentazione

Piano di Monitoraggio ambientale sul Fiume Piave

Localizzazione

Fiume Piave: nelle figure che seguono si riporta la localizzazione delle aree di rilievo degli habitat (A) e le stazioni di monitoraggio degli elementi di qualità biologica e chimico fisici (B) 



 

Soggetti istituzionali coinvolti

Regione Veneto, Provincia di Treviso

 


Mesohabsim Area B 27/07/2020

 

Soggetto attuatore

Consorzio di Bonifica Piave

 

Mesohabsim Area B 23/09/2020

Descrizione generale

Inquadramento generale:

Il piano di sperimentazione rappresenta lo strumento per valutare il regime diDeflusso Ecologico sito-specifico da assicurare a valle dei prelievi irrigui del Consorzio Piave, coerentementealle indicazioni della Direttiva Deflussi Ecologici. Per l'applicazione della metodologia MesoHABSIM, che rappresenta uno dei metodi idraulico-habitatindicati nella Direttiva per la valutazione ambientale ex ante delle alterazioni idro-morfologiche indotte dalle derivazioni idriche, si sono individuate tre aree di analisi: una a valle dello sbarramento di Fener, una a monte dello sbarramento di Nervesaed una a valle dello stesso, per ciascuna delle quali si prevede di effettuare quattro rilievi dei mesohabitat in corrispondenza a quattro diversi livelli di portata.

Obiettivi:Il Piano di Monitoraggio, autorizzato e aggiornato sulla base del protocollo regionale 272811 del 09/07/2020, è finalizzato a definire, attraverso metodologie idraulico-habitat, la qualità del sistema fluviale in corrispondenza delle sezioni sperimentali del corpo idrico per assegnati regimi di rilascio a valle delle sezioni di prelievo, indagando altresì, a supporto, le componenti biotiche attraverso l’utilizzo di indicatori di qualità biologica (EQB) e le componenti morfo-idrauliche (IQM e IARI).

Quadro generale dei monitoraggi previsti:

  • la valutazione dell'Indice di integrità dell’habitat fluviale, nei modi descritti dalla LineaGuida ISPRA 154/2017;
  • il monitoraggio, a supporto della precedente valutazione, dell’abbondanza e della composizionedegli elementi di qualità biologica e l’analisi degli elementi fisico-chimici;
  • il monitoraggio delle portate.

Cronoprogramma delle attività:

Biennio 2020-2021, in particolare:

Stato d’avanzamento delle attività

Ad oggi, per quanto riguarda i rilievi del MesoHABSIM, sono stati effettuati i seguenti rilievi:

 

 questa

 

 Relativamente ai rilievi relativi agli EQB e ai parametri chimici, essendo la loro esecuzione indipendente dal regime idrometrico, sono stati effettuati secondo quanto programmato a partire dall’estate 2020.

I rilievi relativi agli EQB pesci sono stati eseguiti tra il 24 e il 26 agosto 2020.

 

Problemi riscontrati

Nel corso del 2020 il regime idrologico del Fiume Piave si è molto discostato rispetto all'andamento tipico che normalmente lo caratterizza. In particolare, non si sono registrati i tipici periodi di magra estiva per cui, rispetto a quanto previsto dal cronoprogramma, non si è potuto effettuare il rilievo degli habitat previsti dalla metodologia del MesoHABSIM per le situazioni di magra e per le situazioni intermedie.

Anche se con notevoli difficoltà è stato possibile effettuare i rilievi per valori di portata medio-elevati sebbene in condizioni prossime al limite della guadabilità del corso d'acqua e, quindi, dell'applicazione del metodo.

 


Mesohabsim Area C 23/09/2020

 

Riferimento per eventuali approfondimenti

Per Consorzio di bonifica Piave

Ing. Anita Cisterna Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per ArcadiaTerritorio e Ambiente

Dott. Michele Marchesin Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Campionamento Ittico presso sezione AR03 25/08/2020

Titolo sperimentazione

Studio di due tratti caratteristici e significativi del Fiume Piave e del Fiume Brenta nell’ambito della quantificazione dei deflussi ecologici mediante la metodologia denominata MesoHABSIM. Analisi delle sperimentazioni per il deflusso ecologico effettuate in corsi d’acqua,sia dalla Regione del Veneto che da terzi, utilizzando approcci idraulico-habitat e in particolare il metodo MesoHABSIM

Localizzazione

Il sito sul Piave si trova nel comune di Pederobba (Treviso) al confine tra le provincie di Belluno e Treviso, in località Fener. Il sito sul Brenta si trova a valle dell’abitato di Nove, in provincia di Vicenza.

Soggetti istituzionali coinvolti

Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV)

Direzione Ambiente con la collaborazione della Direzione Difesa del Suolo della Regione Veneto

Foto del sito di sperimentazione sul fiume Piave – Fener marzo 2020

Soggetto attuatore

I rilievi e l’applicazione del metodo MesoHABSIM vengono condotti dall’Università di Trento, in collaborazione con ARPAV- Dipartimento Regionale per la Sicurezza del Territorio.

Per quanto riguarda la gestione dei rilasci al fine dell’applicazione del metodo nelle condizioni idrologiche da esaminare, il progetto prevede la collaborazione del Consorzio di Bonifica Piave, del Consorzio di Bonifica Brenta, e di ENEL.

Descrizione generale

Inquadramento generale:

La metodologia MesoHABSIM sinora in Italia ha trovato applicazione a corsi d’acqua appartenenti prevalentemente all’arco alpino e con caratteristiche morfologiche tipiche dei bacini montani (alvei confinati, pendenze elevate ecc.). Con questo studio s’intende ampliare il campo di utilizzo della metodologia estendendolo a contesti fluviali ben diversi e dalle caratteristiche morfologiche tipiche delle aree di alta pianura (da wandering/transizionale a canali intrecciati).

I casi studio sono:

  1. il fiume Piave nei tratti a valle della derivazione di Fener;
  2. un tratto del fiume Brenta a valle di Bassano del Grappa.

Tali scelte hanno il vantaggio della possibilitàdi concordare rilasci controllati di portata da parte del gestore dell’opera di presa, consentendo una logistica e una pianificazione ottimale dei rilievi sul campo. L’alveo a valle delle derivazioni si presta particolarmente alla sperimentazione in quanto presenta morfologie complesse come sopra richiamato.

Obiettivi:

L’obiettivo principale della ricerca è appunto quello di sperimentare una metodologia idraulico-habitat per la quantificazione del Deflusso Ecologico in corsi d’acqua di grandi dimensioni e morfologie complesse.

Attività previste:

- descrizione dell’habitat attraverso misura in campo con GPS RTK per la delineazione delle unità morfologiche e dei descrittori puntuali dell’habitat (velocità, profondità, substrato) con correntometro (valori inferiori di portata: 5 e 10 m3/s);

- elaborazione dei dati acquisiti da drone per realizzare un DTM e un’ortofoto del sotto-tratto in esame, al fine di realizzare una opportuna mesh per l’applicazione di un modello idraulico bidimensionale a fondo fisso;

- taratura del modello idraulico bidimensionale per la simulazione delle velocità e profondità in condizioni non guadabili (qualora ritenuto necessario dopo le prime misure sul campo);

- applicazione di tecniche di analisi cluster non o parzialmente supervisionate per l’estrazione delle unità morfologiche alle portate superiori (qualora ritenuto necessario dopo le prime misure sul campo);

- descrizione dell’habitat attraverso l’integrazione di misure in campo con i risultati della modellazione idraulica (qualora effettuata);

- realizzazione della curva habitat – portata per il sotto-tratto prescelto;

- analisi della serie temporale dell’habitat disponibile, ottenuta dalla trasformazione della serie temporale delle portate utilizzando la curva habitat portata;

- sviluppo di scenari di deflusso ecologico per i casi studio individuati;

- redazione di linee guida per il calcolo del deflusso ecologico attraverso metodologie idraulico-habitat a mesoscala in corsi d’acqua di grandi dimensioni.

Cronoprogramma delle attività:

Biennio 2020-2021

Foto del sito di sperimentazione sul fiume Piave – Fener marzo 2020

Stato d’avanzamento delle attività

Allo stato attuale, Dicembre 2020, sono iniziate le attività relative al tratto sul Piave. Sono state effettuate due mappature dei mesohabitat ed il volo drone. Entrambe le mappature ed il volo hanno avuto luogo all’inizio di Marzo 2020. La prima misura ha avuto luogo nei giorni 9 e 10 mentre la seconda nel giorno 11. Il giorno 12 è stato usato per raccogliere alcune misure aggiuntive di profondità e velocità per la taratura del modello idraulico.

Durante entrambe le mappature ARPAV ha misurato la portata poco a monte del tratto. Nelle giornate dei rilievi, grazie alla collaborazione del Consorzio di Bonifica Piave, la portata è stata mantenuta costante durante tutta la durata delle misure. Nei giorni del 9 e 10 (primo rilievo) la portata misurata era di 35 m3/s mentre nei giorni 11 e 12 (secondo rilievo) la portata misurata era di 21 m3/s.

Problemi riscontrati

Entrambe le mappature ed il volo hanno avuto luogo all’inizio di Marzo 2020, pochi giorni prima l’esplosione della crisi legata al Covid-19 che ha imposto la sospensione di tutte le attività di campo. Tale situazione contingente ha comportato un generale rallentamento delle successive attività di progetto. Un ulteriore rallentamento delle attività è da imputarsi alle portate elevate riscontrate nei mesi estivi, che non hanno permesso di modulare le portate secondo le esigenze della ricerca.

 

Foto del sito di sperimentazione sul fiume Piave – Fener marzo 2020

Riferimento per eventuali approfondimenti

Ing. Sara Pavan

Dirigente Tecnico
ARPAV - Dipartimento Regionale per la Sicurezza del Territorio

Servizio Centro Servizi Idrogeologici

Sede di Belluno, via Tomea 7
Tel. 0437 935573 - Cell. 334 116 3993

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ing. Fabio strazzaboso

Area Tutela e Sviluppo del Territorio

DIREZIONE AMBIENTE della Regione Veneto

Direttore U.O. Servizio Idrico Integrato e Tutela delle Acque 

Tel. 041 2792322

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Foto del sito di sperimentazione sul fiume Piave – Fener marzo 2020

   
© Distretto delle Alpi Orientali