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Termine Definizione
Piano di bacino

il piano di bacino ha valore di piano territoriale di settore ed è lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme d'uso finalizzate alla conservazione, alla difesa e alla valorizzazione del suolo ed alla corretta utilizzazione delle acque, sulla base delle caratteristiche fisiche ed ambientali del territorio interessato. Si tratta quindi di uno strumento di pianificazione che si riferisce ad un territorio definito secondo un limite che non è amministrativo, ma fisico: il bacino idrografico. Ciò consente di poter studiare e valutare nella loro complessità ed interezza tutti i processi geomorfologici ed idraulici che si verificano nel territorio, in quanto il bacino idrografico è l’unità territoriale nella quale i processi nascono e si esauriscono: essi non dipendono da fattori esterni al bacino, né innescano o influenzano processi al di fuori del territorio del bacino. Il Piano di bacino ha l’obiettivo di coniugare la difesa del territorio del bacino e la conservazione e la valorizzazione delle sue complesse caratteristiche fisiche e naturali con l’uso antropico e le esigenze di sviluppo del territorio stesso. I temi in esso affrontati sono molteplici e riguardano gli aspetti relativi alla difesa del territorio da frane, alluvioni, valanghe, erosione; alla protezione delle coste; alla tutela e razionale utilizzazione delle acque; al contenimento dei fenomeni di subsidenza dei suoli; alla disciplina delle attività estrattive nei corsi d'acqua, nei laghi, nelle lagune ed in mare. È uno strumento conoscitivo, in quanto in esso è contenuto il quadro conoscitivo organizzato ed aggiornato del sistema fisico, delle utilizzazioni del territorio previste dagli strumenti urbanistici comunali ed intercomunali, nonché dei vincoli. In esso sono inoltre individuate e quantificate le situazioni, in atto e potenziali, di degrado del sistema fisico e le relative cause. È uno strumento normativo in quanto in esso sono contenute le prescrizioni, i vincoli e le norme d’uso finalizzati alla conservazione del suolo ed alla tutela dell'ambiente. È uno strumento tecnico – operativo in quanto in esso sono pianificate e programmate le azioni finalizzate alla soluzione delle criticità individuate e, più in generale, alla conservazione del suolo ed alla tutela dell'ambiente. Le disposizioni del Piano di bacino approvato hanno carattere immediatamente vincolante. In attesa dell'approvazione del Piano di bacino, le Autorità di bacino adottano misure di salvaguardia le quali sono immediatamente vincolanti e restano in vigore sino all'approvazione del piano di bacino e comunque per un periodo non superiore a tre anni. La normativa prevede che i piani di bacino possano essere redatti ed approvati anche per sottobacini o per stralci relativi a settori funzionali. Data la molteplicità dei temi da affrontare in un Piano di bacino, procedere per Piani Stralcio relativi a specifici settori è certamente la pratica più conveniente e quella più diffusa. Il PAI (Piano per l’assetto idrogeologico) e il PSI (Piano per la sicurezza idraulica) sono Piani Stralcio del Piano di Bacino ed in quanto tali, pur nella specificità dei temi in ciascuno di essi trattati, sono tra essi complementari e concepiti secondo un unico obiettivo.

   
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