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16.03.2017 - Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici: le prime misure per fronteggiare lo scenario di severità idrica
Trasmesso alle Regioni e Province Autonome il “Documento di valutazione sullo stato della risorsa idrica aggiornato a marzo 2017 nel territorio distrettuale e di orientamento rivolto agli Enti ed Autorità competenti sulle possibili misure da adottare nel breve termine”

 

Nel territorio distrettuale la stagione invernale appena conclusa è stata complessivamente caratterizzata da scarse precipitazioni e da una limitata copertura nivale. La neve rappresenta la riserva “certa” d’acqua che si renderà disponibile durante i mesi primaverili/estivi, a fronte dell’incertezza delle previsioni di precipitazione nel medio-lungo periodo.

L’Osservatorio permanente istituito il 13 luglio 2016 per affrontare tali circostanze, si è già riunito 5 volte, a partire da dicembre, monitorando lo stato delle risorse idriche e individuando linee di azione per fronteggiare il rischio di siccità e carenza idrica.

Durante l’ultimo incontro del 14/03/2017, riscontrando il perdurare di condizioni di scarsa disponibilità idrica, si è ricondotto l’attuale stato delle risorse idriche ad uno scenario di severità idrica bassa che però potrebbe aggravarsi già dalle prossime settimane con l’avvio della stagione irrigua. È stato dunque elaborato il “Documento di valutazione sullo stato della risorsa idrica aggiornato a marzo 2017 nel territorio distrettuale e di orientamento rivolto agli Enti ed Autorità competenti sulle possibili misure da adottare nel breve termine”.

Il documento è stato inviato alle Regioni e Province Autonome del distretto quale supporto alla definizione, per tempo, delle azioni di mitigazione.

 

>> Collegamento al documento

 

Termini utili:

Carenza idrica

Siccità

Scenario di severità idrica bassa

Scenario di severità idrica media

Scenario di severità idrica alta

17.2.2017 - COMUNICAZIONE SULL'OPERATIVITÀ DELL'AUTORITÀ DI BACINO DISTRETTUALE DELLE ALPI ORIENTALI

In applicazione del D.M. 25 ottobre 2016, n. 294, a far data da oggi, 17 febbraio 2017, ha preso avvio la fase di subentro dell’Autorità di bacino distrettuale in tutti i rapporti attivi e passivi delle Autorità di bacino nazionali, interregionali e nazionali di cui alla Legge 18 maggio 1989, n. 183, ricadenti nel distretto delle Alpi Orientali.

Nell’ambito di tale fase transitoria il Dirigente coordinatore incaricato potrà avvalersi delle strutture  che fino ad oggi hanno svolto compiti in materia (attraverso l’istituto dell’avvalimento) garantendo così la continuità dell’azione amministrativa.

In tale contesto di transitorietà rimangono temporaneamente attivi gli usuali recapiti postali e telefonici, nonché di posta elettronica, delle Autorità di bacino dell’Alto Adriatico e dell’Adige, sottolineando nel contempo che per il distretto sono già attivi i seguenti indirizzi:

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ai quali potrà essere recapitata eventuale corrispondenza.

 

Newsletter elettronica n. 12 – febbraio 2017 

 
 

EDITORIALE
NASCE L’AUTORITÀ DI BACINO DEL DISTRETTO IDROGRAFICO DELLE ALPI ORIENTALI

SI OCCUPERÀ DI GESTIONE DI ACQUE E DI RISCHIO DI ALLUVIONI NEL NORD-EST
a cura della redazione

Partono le Autorità di bacino dei Distretti idrografici italiani previsti dall’Unione Europea per la gestione delle acque e del rischio di alluvioni. Il Decreto del Ministro dell’Ambiente 25 ottobre 2016 (pubblicato in G.U. n. 27 del 2.2.2017) costituisce le Autorità di bacino distrettuali, enti pubblici non economici, e per l’area del nord-est nasce l’autorità di bacino del Distretto idrografico delle Alpi Orientali. E’ un territorio di circa 40.000 km quadrati, con circa 7 milioni di abitanti e più di 1.100 comuni, che si estende dall’Alto-Adige alle lagune dell’Alto Adriatico, all’Isonzo, ai confini con Austria e Slovenia, con cui condividerà la transnazionalità di bacini idrografici di confine.
L’Autorità di bacino del Distretto subentrerà in tutti i rapporti delle Autorità di bacino nazionali, interregionali e regionali: da più Autorità di bacino si arriverà a un’unica Autorità distrettuale delle Alpi Orientali. Vale la pena sottolineare che a livello nazionale si passa da 37 Autorità di bacino a 7 Autorità di bacino distrettuali tra cui, oltre al distretto delle Alpi orientali, il Po, l’Appennino Settentrionale, l’Appennino Centrale, l’Appennino Meridionale, la Sicilia e la Sardegna.
Il nuovo impianto organizzativo razionalizza le competenze con l’esercizio, da parte di un solo ente, delle funzioni di predisposizione dei Piani di gestione delle acque e del rischio di alluvioni. L’indirizzo tecnico e amministrativo e il coordinamento del Ministero dell’Ambiente, oltre a controllo e vigilanza, è esteso anche alle relazioni dell’Autorità con gli organi comunitari e internazionali. Sarà lo Statuto delle nuove Autorità a dettagliare le regole di funzionamento degli organi che lo compongono.
Con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sarà resa pienamente operativa la nuova Autorità e nominato il Segretario Generale da parte del Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti.
Per saperne di più sul nuovo ente, le finalità, i numeri del distretto ed altre notizie vai sul sito www.alpiorientali.it
>> Il Decreto del Ministro dell'Ambiente 25 ottobre 2016 (Gazzetta ufficiale n.27 del 2.2.2017)

 

OPEN DATA DEI CORPI IDRICI
EASy Water. Il geoportale del Piano di gestione delle acque
Alberto Cisotto, Sara Pasini, Fabio Lazzeri

Il Distretto idrografico delle Alpi Orientali avvia EASy Water (Eastern Alps System for Water): il geoportale per la consultazione online del Piano di gestione delle acque (ciclo di pianificazione 2015-2021). Il servizio, attualmente disponibile per i fiumi, i laghi, le acque di transizione e marino-costiere e le acque sotterranee, identificate ai sensi della Direttiva Quadro Acque, consente di visualizzare la cartografia dei corpi idrici distrettuali, consultare i dati ambientali e di pianificazione relativi al singolo corpo idrico e visualizzare e scaricare schede monografiche in formato pdf. È possibile inoltre visualizzare la banca dati prodotta attraverso i servizi WMS e i file KMZ messi a disposizione.
EASy Water è una piattaforma in continuo sviluppo e si arricchirà nel tempo con la pubblicazione di nuovi servizi dedicati a temi specifici relativi ai corpi idrici del Distretto.
Lo sviluppo di uno strumento di consultazione in rete su base cartografica persegue una politica di open data ed ha il pregio di consentire una maggiore visibilità dei contenuti del Piano di gestione, ma soprattutto una lettura più efficace e funzionale dell’ampio set di dati ambientali relativi alle acque del Distretto e alla pianificazione che le interessa.
>> Accedi al servizio

 


Progetto beAWARE in rampa di lancio
Enhancing decision support and management services in extreme weather climate events
Michele Ferri, Daniele Norbiato, Giovanni Tomei

Il primo di gennaio 2017 è partito beAWARE: Enhancing decision support and management services in extreme weather climate events, progetto della durata di 3 anni finanziato nell’ambito del Programma Quadro Europeo Horizon 2020 (Call: H2020-DRS-2015, Topic: DRS-01-2015: Crisis management topic 1: potential of current and new measures and technologies to respond to extreme weather and climate events, Type of action: IA Innovation action) e di cui l'Autorità di bacino dei fiumi dell’Alto Adriatico è partner.
Il progetto coinvolge importanti centri di ricerca e istituti internazionali interessati alla gestione delle fasi di emergenza di eventi calamitosi, tra cui il CENTRE FOR RESEARCH AND TECHNOLOGY HELLAS (Grecia), in qualità di beneficiario coordinatore, l’UNIVERSITAT POMPEU FABRA (Spagna), il FINNISH METEOROLOGICAL INSTITUTE (Finlandia), insieme a rilevanti partner tecnologici quali l’IBM - SCIENCE & TECHNOLOGY LTD (Israele) e la MOTOROLA SOLUTIONS LTD (Israele).
Il progetto svilupperà teorie e metodologie utilizzate in precedenza per la previsione e la gestione di eventi calamitosi (vedi ad esempio i risultati dei progetti WeSenseIt, COSMIC, E-SPONDER, TRIDEC), integrandole con nuove tecnologie per rendere l'intero sistema di gestione delle emergenze ancora più efficiente.
Nello specifico, per supportare le autorità coinvolte nella gestione delle emergenze derivanti da alluvioni ordinarie e flash flood, il progetto beAWARE svilupperà strumenti che permetteranno di seguire e comprendere al meglio eventi, comportamenti e trend su micro (singolo cittadino) e macro scala (dinamiche di comunità). La consapevolezza della situazione, cioè l’essere in grado di determinare con miglior precisione quanto è successo, ciò che sta accadendo, e quello che avverrà, è funzionale a consentire di pianificare e coordinare la risposta più efficace possibile con le risorse disponibili.
In dettaglio gli strumenti in questione permetteranno di analizzare e integrare dati ibridi raccolti da più sorgenti nel corso di un’emergenza, rendendoli quindi disponibili per finalità modellistiche e di previsione. Informazioni distribuite su diversi portali web, inclusi blog, forum e social network, potranno essere raccolte e filtrate in funzione del loro contenuto attraverso piattaforme M2M/IoT (Machine-to-Machine/Internet-Of-ThingS). Inoltre, dal momento che è cruciale cogliere il contenuto dei messaggi inviati nel corso di un’emergenza, il progetto si soffermerà anche nell’implementazione di tecnologie per riconoscere il contenuto di segnalazioni testuali, audio e video, laddove queste fossero incomplete oppure affette da disturbi (rumori, etc.).

 

IDROECONOMIA
A Lubiana per il coordinamento transfrontaliero
Andrea Braidot, Sara Pasini

Il 29 novembre scorso si è tenuta a Lubiana la prima riunione dei Gruppi di lavoro individuati dalla Commissione Permanente Italo-Slovena per l’Idroeconomia per l’implementazione coordinata della Direttiva Quadro Acque. Oggetto dell’incontro è stato il coordinamento delle iniziative di caratterizzazione dei corpi idrici transfrontalieri superficiali e sotterranei intraprese dalle rispettive Autorità competenti. In particolare, sono state condivise le informazioni ambientali su geometrie, pressioni, impatti e stato di qualità dei corpi idrici e sono state definite le problematiche specifiche da affrontare in maniera condivisa nel secondo ciclo di pianificazione. Le due delegazioni hanno condiviso i contenuti dei rispettivi Piani di gestione e stabilito un programma di lavoro dei gruppi tecnici per il biennio 2017-2018 che riguarderà principalmente l’armonizzazione delle geometrie dei corpi idrici condivisi e il confronto dei metodi e dei dati di monitoraggio. I Gruppi di lavoro hanno previsto di aggiornarsi con un nuovo incontro entro il 2017 e, in ogni caso, nell’immediatezza della sessione annuale della Commissione mista.
>> Per saperne di più

>> Vai alla pagina del Ministero dell’Ambiente sloveno su piani di gestione

 

QUESTIONARIO PER LA VALUTAZIONE DEL SITO INTERNET
Renato Angheben, Laura Dal Pozzo

Vi chiediamo di collaborare dandoci un Vostro giudizio sul sito www.alpiorientali.it. Abbiamo a tal fine predisposto un questionario che Vi chiediamo di voler cortesemente compilare. Le Vostre segnalazioni e i Vostri suggerimenti saranno utilizzati per migliorare i servizi offerti dal sito. La compilazione del questionario è in forma anonima e le risposte ottenute saranno trattate solamente a fini statistici. Grazie per la collaborazione. >> Vai al questionario

    

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6.2.2017 - APPROVATO IL PIANO DI GESTIONE DEL RISCHIO DI ALLUVIONI DELLE ALPI ORIENTALI
Il primo Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni è stato approvato con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Il Piano contiene misure di riduzione del rischio conseguente ad eventi alluvionali concertate e coordinate a livello di bacino idrografico e incentrate su prevenzione, protezione e preparazione. L’Autorità di bacino distrettuale di concerto con Regioni del Veneto e Friuli Venezia Giulia, le Province Autonome di Trento e Bolzano, nonché con il Dipartimento nazionale della protezione civile, ha elaborato il primo piano di gestione del rischio di alluvioni.
Chiesto dall’Unione Europea per ridurre le conseguenze negative per la salute umana, l’ambiente, il patrimonio culturale e le attività economiche connesse con gli eventi alluvionali. La Direttiva europea (2007/60/CE), nota anche come Direttiva Alluvioni istituisce infatti un quadro per la valutazione e la gestione dei rischi di alluvioni. In questo contesto l’Unione Europea ha richiamato la necessità di osservare alcuni principi basilari per gestire il rischio: solidarietà, integrazione, proporzionalità, sussidiarietà, migliori pratiche, sostenibilità e partecipazione. Principio di solidarietà, per trovare una equa ripartizione delle responsabilità, per mitigare una condizione di pericolo e rischio. Principio di integrazione tra la Direttiva Alluvioni e la Direttiva Acque 2000/60/CE, quale strumento per una gestione integrata dei bacini idrografici, sfruttando le reciproche potenzialità e sinergie nonché benefici comuni. Migliori pratiche e migliori tecnologie disponibili, per valutare le possibili criticità del territorio e mitigare le conseguenze di una possibile alluvione. Principi di proporzionalità e sussidiarietà, per garantire un elevato grado di flessibilità a livello locale e regionale, in particolare per l’organizzazione delle strutture e degli uffici. Sostenibilità dello sviluppo, per promuovere politiche comunitarie di livello elevato per la tutela ambientale (principio riconosciuto nella carta europea dei diritti fondamentali dell’UE). Partecipazione attiva, da promuovere presso i portatori d’interesse.
Il Piano di gestione del rischio di alluvioni (PGRA) sarà aggiornato obbligatoriamente ogni 6 anni. Il Piano è caratterizzato da scenari di allagabilità e di rischio idraulico su tre differenti tempi di ritorno (30, 100, 300 anni). La mitigazione del rischio è stata affrontata interessando, ai vari livelli amministrativi, le competenze proprie sia della Difesa del Suolo (pianificazione territoriale, opere idrauliche e interventi strutturali, programmi di manutenzioni dei corsi d’acqua), sia della Protezione Civile (monitoraggio, presidio, gestione evento e post evento), come stabilito dal D.Lgs. 49/2010 di recepimento della Direttiva Alluvioni.
Le misure di piano individuate per le azioni di mitigazione in tal senso sono state sviluppate secondo le seguenti linee di azione:
Prevenzione (M2): agisce sulla riduzione della vulnerabilità e dell’esposizione dei beni (edifici, infrastrutture, patrimonio culturale, bene ambientale), concetti che descrivono la propensione a subire danneggiamenti o la possibilità di ricadere in un’area allagata.
Protezione (M3): agisce sulla pericolosità, vale a dire sulla probabilità che accada un evento alluvionale. Si sostanzia in misure, sia strutturali che non strutturali, per ridurre la probabilità di inondazioni in un punto specifico.
Preparazione (M4): agisce sull’esposizione, migliorando la capacità di risposta dell’amministrazione nel gestire persone e beni esposti (edifici, infrastrutture, patrimonio culturale, bene ambientale) per metterli in sicurezza durante un evento alluvionale. Si sostanzia in misure quali, ad esempio, l’attivazione/potenziamento dei sistemi di allertamento (early warning system), l’informazione della popolazione sui rischi di inondazione (osservatorio dei cittadini) e l’individuazione di procedure da attivare in caso di emergenza.
Ripristino (M5): agisce dopo l’evento alluvionale da un lato riportando il territorio alle condizioni sociali, economiche ed ambientali pre-evento e dall’altro raccogliendo informazioni utili all’affinamento delle conoscenze.
Non è stato considerato lo scenario di non intervento.
Le scelte del PGRA sono state individuate in stretto coordinamento con le Amministrazioni centrali e locali (MATTM, MIBACT, DNPC, ISPRA, Regioni e Province Autonome) e condivise con i portatori di interesse in 50 incontri pubblici distribuiti sul territorio distrettuale in circa 3 anni. La strategia di Piano privilegia le misure di Prevenzione e Preparazione, coordinandosi con gli obiettivi della direttiva 2000/60/CE. Le misure strutturali di Protezione presenti nel PGRA sono peraltro coerenti con le attività della Struttura di Missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri (#ItaliaSicura).
Le misure di piano a scala distrettuale sono 943 (123 di tipo M2, 469 di tipo M3, 324 di tipo M4, 27 di tipo M5), per un costo stimato di circa 1.380.000.000 €.
Il PGRA è stato sottoposto alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica al termine della quale è stato emesso dall’Autorità competente (MATTM e MIBACT) il relativo Parere Motivato positivo (DM n. 247 del 20/11/2015).

> Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 ottobre 2016 (G.U. n. 29 del 4 febbraio 2017)

 

Pareole chiave: ACQUA, ALLUVIONI, AMBIENTE




FINE COMUNICATO STAMPA
Contatti: UFFICIO COMUNICAZIONE
Responsabile: ing. Francesco Baruffi
Autorità di bacino del Distretto delle Alpi Orientali
Cannaregio 4314 - 30121 Venezia ITALY
Tel +39 041714444
Fax + 39 041714313 – cell. 347 8128445
www.alpiorientali.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


 

2.2.2017 - NASCE IL DISTRETTO IDROGRAFICO DELLE ALPI ORIENTALI
VOLUTO DALL’UE IL DISTRETTO SI OCCUPERA’ DI GESTIONE DI ACQUE E DI RISCHIO DI ALLUVIONI NEL NORD-EST.

Venezia. Partono i Distretti idrografici italiani voluti dall’Unione Europea per la gestione delle acque e del rischio di alluvioni. Il Decreto del Ministro dell’Ambiente 25 ottobre 2016 (pubblicato in G.U. n. 27 del 2.2.2017) costituisce le Autorità di bacino distrettuali, enti pubblici non economici, e per l’area del nord-est nasce il Distretto idrografico delle Alpi Orientali. Un territorio di circa 40000 km quadrati, circa 7 milioni di abitanti e con più di 1.100 comuni, che si estende dall’Alto-Adige alle lagune dell’Alto Adriatico, all’Isonzo, ai confini con Austria e Slovenia, con cui condividerà la transnazionalità di bacini idrografici di confine.
L’ing. Francesco Baruffi, segretario generale facente funzioni dell’Autorità di bacino dei fiumi dell’Alto Adriatico, chiamato ora a svolgere la funzione di commissario liquidatore delle autorità soppresse, afferma che “l’Autorità di bacino del Distretto subentrerà in tutti i rapporti delle Autorità di bacino nazionali (Adige e fiumi dell’Alto Adriatico), interregionali (Lemene e Fissero Tartaro Canalbianco che viene trasferito al Distretto del Fiume Po) e regionali (del Veneto e del Friuli Venezia Giulia): da più Autorità di bacino si arriva a un’unica Autorità distrettuale delle Alpi Orientali. Vale la pena sottolineare che a livello nazionale si passa da 37 Autorità di bacino a 7 Autorità di bacino distrettuali tra cui, oltre al distretto delle Alpi orientali, il Po, l’Appennino Settentrionale, l’Appennino Centrale, l’Appennino Meridionale, la Sicilia e la Sardegna”.
Il nuovo impianto normativo razionalizza le competenze con l’esercizio, da parte di un solo ente, delle funzioni di predisposizione dei Piani di gestione delle acque e del rischio di alluvioni. L’indirizzo tecnico e amministrativo e il coordinamento del Ministero dell’Ambiente, oltre a controllo e vigilanza, è esteso anche alle relazioni dell’Autorità con gli organi comunitari e internazionali. Sarà lo Statuto delle nuove Autorità, sulla base di uno schema tipo che verrà predisposto a cura del Ministero dell’Ambiente, a dettagliare le regole di funzionamento degli organi.
Adesso, d’intesa e in stretto raccordo con le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto e le Province autonome di Trento e Bolzano, verrà predisposto un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, per garantire in tempi rapidi la piena operatività della nuova Autorità e definire congiuntamente, tenendo conto delle specificità territoriali, il miglior assetto organizzativo in termini di risorse umane e strumentali. Per saperne di più sul nuovo ente, le finalità, i numeri del distretto ed altre notizie vai su: www.alpiorientali.it
>> Il Decreto del Ministro dell'Ambiente 25 ottobre 2016 (Gazzetta ufficiale n.27 del 2.2.2017)

 

sito web dell’Autorità di bacino distrettuale www.alpiorientali.it

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