banner deflusso ecologico
banner deflusso ecologico


 
 

 

 

   

Galleria fotografica  

01 02 03 04 DSC00187 bella rotta (1024x768) 05 DSC00039 rotta Alpone bella (1024x768) 06 Rotta_Megliadino_saletto (1024x683) 07 DSCF5163 tasso bella (1024x768) 08 IMG_4699 bella (1024x768) 09 Rotte a monte di Caldogno (1024x683) 10 DSC00002 bella (1024x768) (2) 11 DSC00016  Tramigna  bella (1024x768) (2) 13 IMG_4713 bella (1024x768) 12 DSC00169 bella da elicottero (1024x768) 14 IMG_4720 bella (1024x768) 15 DSC00015  Tramigna bella (1024x768) 16 Veggiano1 (1024x683) 17 Vicenza_stadio_Menti (1024x683) (2) 18 IMG_4701 bella (1024x768) 19 Vicenzacittà (1024x683) (2)
   

Newsletter elettronica n. 6 – gennaio 2016 

 
 

EDITORIALE
NUOVA GOVERNANCE PER I DISTRETTI
Francesco Baruffi, Renato Angheben

Approvato il collegato ambientale alla legge di stabilità 2014 che ripartisce il territorio nazionale in 7 distretti idrografici (Alpi orientali, Fiume Po, Appennino settentrionale, Appennino centrale, Appennino meridionale, Sardegna, Sicilia). Il distretto delle Alpi orientali comprende i bacini dell’Adige e dei fiumi dell’Alto Adriatico, i bacini regionali del Veneto e del Friuli Venezia Giulia e il bacino interregionale del Lemene. L’Autorità di bacino distrettuale sarà un ente pubblico non economico. Superata definitivamente la lunga fase transitoria, il collegato ambientale dà positivo riscontro alle richieste degli organismi comunitari in attuazione della Direttiva Acque 2000/60/CE. Le legge ha operato la ridefinizione di alcuni confini distrettuali nell’ottica di pervenire ad un assetto più semplice e razionale anche dal punto di vista gestionale e amministrativo, salvaguardando il criterio di integrità ed omogeneità idrografica ed idrogeologica dei bacini compresi nei distretti. Tali modifiche riguardano il bacino interregionale del Fissero-Tartaro-Canalbianco che sarà accorpato al distretto del fiume Po. La revisione della governance non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica; sono piuttosto conseguibili economie di scala in fase gestionale stante la diminuita parcellizzazione delle competenze. Sono le due Autorità di bacino nazionali dei fiumi dell’Alto Adriatico e del fiume Adige che nel frattempo hanno garantito l’ordinaria attività di pianificazione a scala distrettuale per l’attuazione delle disposizioni comunitarie discendenti dalla Direttiva Acque e dalla Direttiva Alluvioni. Un grande sforzo con poche risorse umane e finanziarie. In via transitoria, infatti, attraverso due provvedimenti normativi (Legge 13/2009, D. Lgs 219/2010) sono state prorogate le Autorità di bacino di rilievo nazionale istituite ai sensi della Legge 183/89. Questo regime transitorio ha consentito di dare attuazione al quadro normativo comunitario in materia di acque e di rischio di alluvioni. Qualche breve nota, infine, per ricostruire il processo partendo dal recepimento italiano della direttiva quadro acque. L’articolo 63 del D.Lgs 152/06 prevedeva l’istituzione delle Autorità di bacino distrettuali, o Autorità di Distretto, in ciascuno degli 8 distretti individuati nell’articolo 64 del medesimo decreto. In sostanza rimandava la loro attivazione all’emanazione di un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che avrebbe dovuto definire i criteri e le modalità per l’attribuzione e il trasferimento del personale e delle risorse patrimoniali e finanziarie dalle autorità istituite ai sensi della precedente normativa nazionale (la Legge 183/89, abrogata dallo stesso decreto legislativo) ai nuovi soggetti distrettuali. Per evitare un pericoloso vuoto organizzativo e gestionale con successivi interventi (d.lgs. 284/2006 e d.lgs. 208/2008) il legislatore ha disposto (art. 170, comma 2-bis, del D.Lgs. 152/06) che nelle more della costituzione dei distretti idrografici [...] e della eventuale revisione della relativa disciplina legislativa, le Autorità di bacino di cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183, fossero prorogate fino alla data di entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui al comma 2, dell’articolo 63 del Testo unico in materia ambientale. Ora il Distretto è una realtà.

 

RISCHIO ALLUVIONI
PARTE IL PRIMO CICLO DI GESTIONE
Francesco Baruffi, Renato Angheben, Laura Dal Pozzo
Il Comitato Istituzionale congiunto delle Autorità di Bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta e Bacchiglione e dell'Adige, che costituiscono il Distretto delle Alpi Orientali, ha adottato con  Delibera n. 1/2015 il primo Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni. Entro il 28 febbraio 2016 l’approvazione definitiva. Il Piano contiene misure di riduzione del rischio conseguente ad eventi alluvionali concertate e coordinate a livello di bacino idrografico e incentrate su prevenzione, protezione e preparazione. Le Autorità di bacino del fiume Adige e dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta e Bacchiglione hanno elaborato questo primo piano di gestione del rischio di alluvioni, chiesto dall’Unione Europea per ridurre le conseguenze negative per la salute umana, l’ambiente, il patrimonio culturale e le attività economiche connesse con gli eventi alluvionali, di concerto con le Regioni del Veneto e Friuli Venezia Giulia, le Province Autonome di Trento e Bolzano, nonché con il Dipartimento nazionale della protezione civile. >> Approfondisci

 

ACQUE
PRIMO AGGIORNAMENTO DEL PIANO DI GESTIONE
Renato Angheben, Andrea Braidot

Il Comitato Istituzionale congiunto delle Autorità di Bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta e Bacchiglione e dell'Adige ha adottato con Delibera n. 2/2015 il primo aggiornamento del Piano di Gestione delle Acque dei bacini idrografici delle Alpi Orientali. L’aggiornamento del Piano è stato elaborato dalle due Autorità di bacino di concerto con le Amministrazioni delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e le province Autonome di Trento e Bolzano secondo le previsioni della Direttiva 2000/60/CE. Tra gli elementi che contraddistinguono questo primo aggiornamento del piano, va segnalata la sua maggiore aderenza, sia nell’architettura e nella base conoscitiva, ai dettati della Direttiva Acque 2000/60/CE. Il monitoraggio e la classificazione sono stati impostati sulla base delle metriche e dei criteri coerenti con le indicazioni delle Amministrazioni competenti. Il Primo aggiornamento del Piano di Gestione delle Acque quantifica gli impatti conseguenti alle pressioni significative esercitate sui corpi idrici del distretto e ne valuta quindi lo stato ecologico e chimico. Il piano stabilisce un programma di 1.280 misure “puntuali “ e “generali”, coerenti con gli obiettivi ambientali fissati dalla Direttiva. >> Approfondisci

 

CONSULTAZIONE IN NUMERI
DUE PIANI COSTRUITI CON LA PARTECIPAZIONE ATTIVA
Matteo Bisaglia, Marcello Zambiasi, Maria Muratto

Incentivare il dialogo e la mediazione, come richiesto a livello comunitario, è stato strategico nella elaborazione dei piani di gestione appena adottati. Il processo di partecipazione, previsto dalle direttive 2000/60/CE (art. 14) e 2007/60/CE (art. 10), è durato oltre due anni. Informazione costante a 3000 soggetti portatori d’interesse e una accurata organizzazione di 76 incontri in 11 sedi (focal point) del distretto idrografico. Tutto ciò ha inteso favorire la partecipazione. Il confronto diretto tra tecnici e funzionari delle due Autorità di bacino e delle Amministrazioni regionali e provinciali e gli stakeholders è stato favorito nei luoghi più vicini ai portatori d’interesse (13000 km percorsi nel territorio per raggiungere i focal point baricentrici nei bacini idrografici). Un’opportunità colta da circa 3000 soggetti complessivamente presenti agli incontri (in media sono state registrate 40 presenze per incontro). Alle tradizionali modalità di illustrazione dei contenuti sono state affiancate altre modalità di facilitazione e di scambio costruttivo di idee e contributi, attraverso: mappe delle questioni, confronti per ambiti tematici o focus group, gruppi di discussione, confronto con altre esperienze europee. Durante l’ultimo ciclo di incontri sperimentata la partecipazione in streaming, che ha notevolmente ampliato le presenze (vedi gli incontri) con oltre 320 utenti collegati fino ad oggi.
>> Guarda le foto

 

TI SEGNALIAMO... 
CONFERENZA INTERNAZIONALE 7, 8 e 9 giugno 2016, Palazzo Labia, Venezia: COWM 2016 Citizens Observatories for Water Management

Organizzata dall'Autorità di bacino dei fiumi dell'Alto Adriatico, la conferenza verterà sulle potenzialità della Citizen Science nel panorama europeo dell'innovazione sul tema dell'acqua, e in particolare nei settori del monitoraggio ambientale e della modellistica, della gestione del rischio da inondazioni e siccità, della gestione e pianificazione dell'uso del suolo. Per maggiori informazioni sui topics, i contatti e per registrarsi e candidarsi alla call for abstract vai sul sito www.conwater2016.eu.

CORSO GRATUITO DI AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE PER DOCENTI DELLE SCUOLE SECONDARIE

L’Autorità di bacino dei fiumi dell’Alto Adriatico propone un corso gratuito di formazione e aggiornamento sui temi della preparazione al rischio di alluvioni, nell’ambito del progetto di ricerca europeo WeSenseIt, destinato al personale della scuola secondaria della provincia di Vicenza e riconosciuto dal MIUR – Ufficio Scolastico Regionale con decreto del 6 luglio 2015, prot. 8017 MIUR.AOODRVE.UFF2. La sede del corso sarà Vicenza. Tutte le informazioni e i contatti sul sito istituzionale http://didattica.adbve.it. Iscrizioni on line fino al 31 gennaio 2016.

 


 

Ti sei perso i numeri precedenti? Vai qui.

Iscriviti alla newsletter del Distretto inserendo il tuo indirizzo di posta elettronica nella seguente pagina.
Per inviare commenti e contributi sui temi trattati scrivici a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

L'Autorità di bacino del fiume Adige è titolare del trattamento degli indirizzi utilizzati per inviare la newsletter. I dati sono gestiti nel rispetto delle norme vigenti. Gli indirizzi non saranno in alcun modo comunicati né diffusi ad altri. In ogni momento è possibile cancellarsi dalla newsletter tramite questo collegamento.

 

   
© Distretto delle Alpi Orientali